| Albero
di circa 15 m. di altezza, sempreverde, con tronco tozzo e
irregolare, rami sparsi e chioma ampia e densa; la corteccia
bruno-rossiccia , ruvida e screpolata alla base del tronco.
Le foglie sono permanenti, coriacee, alterne e paripennate
con 2-5 paia di foglioline con picciolo breve di forma ovato-rotondate
e margini interi,di colore verde scuro, lucide eglabre sopra,
bruno rossastre sotto.
I
fiori sono molto piccoli, unisessuali riuniti in racemi
brevi e ascellari nascenti sul legno vecchi e anche sul
tronco.
Il frutto e' un legume detto carruba, (lungo 10-15 cm.)
coriaceo e pendulo, appiattito, indeiscente di colore bruno
violaceo a maturita' (settembre) e contenente 10-16 semi
ovali e sciacciati, molto duri e commestibili.
Fiorisce da maggio sino all'autunno.
L'areale
del Carrubo e' l'Asia minore e si e' esteso a tutti i paesi
del Meditteraneo, in Italia e' presente nel sud e nelle
isole. Specie lucivaga e termofila, ama i terreni calcarei
litoranei anche se superficili e poco fertili, grazie alla
sua frugalita' e alla vitalita' della ceppaia e' riuscito
a sopravvivere, attraverso i secoli, ai flagelli della vegetazione
mediterranea che sono il pascolo e gli incendi.
Si
coltiva per i frutti(carrube) che sono utilizzati per l'alimentazione
dei cavalli e anche come pianta ornamentale. Il legno, duro
e compatto, si usa per lavori di tornio e d'intarsio.
glossario
e tavole

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