La difesa del bosco familiare dagli incendi

 

tratto da Vita in Campagna-Guida illustrata- La coltivazione del bosco,
supplemento al n. 4/2001 - autore: Giustino Mezzalira

 

In Italia il problema degli incendi è tristemente famoso e purtroppo spesso sono le piccole proprietà forestali private, incolte o mal gestite, il punto di partenza del fuoco.
Quando un bosco brucia va in fumo l'intero ecosistema con danni enormi a carico del patrimonio naturale, del suolo, del paesaggio e con ingenti perdite di tipo economico.

Prevenite il pericolo degli incendi

Ecco gli accorgimenti da porre in atto per cercare di impedire che il fuoco bruci il vostro bosco.

tipi di incendio

Nei boschi e nelle loro vicinanze vanno quindi rigidamente evitate in queste stagioni tutte le attività che producono fiamme o che possono comunque innescare degli incendi; in particolare evitate di bruciare le stoppie dei cereali e i cumuli di ramaglie rimaste dopo le utilizzazioni forestali, e di pulire con il fuoco i bordi delle strade, dei fossati e delle scarpate.

Evitate altresì di accendere fuochi a fini ricreativi (cottura di cibi, campeggio) o per eliminare mucchi di immondizie ed altri materiali di risulta dalle attività agricole nei boschi o nelle loro immediate vicinanze.

Infine ponete attenzione anche nello spegnimento dei mozziconi delle sigarette.
Nella futura area pic-nic di Boscopiano preparate dei barbecue in pietra distanti almeno 50 metri dal bosco, all'aperto e curate in modo particolare lo sfalcio della vegetazione erbacea in tutta l'area pic-nic, vietando in modo sistematico l'accensione di fuochi al di fuori dei focolari da voi predisposti.
Informazioni precise sui periodi di massima pericolosità per gli incendi sono diramati con regolarità dalla radio dalla televisione, dai giornali locali od attraverso l'affissione di appositi annunci nei locali pubblici.

In questi periodi evitate di accendere qualsiasi fuoco e ponete il divieto di utilizzare i barbecue dell'area pic-nic, spiegando bene i motivi ed invitando anche i turisti alla collaborazione.
Nei periodi di massima allerta è importante che anche i singoli proprietari di terreni agricoli e di boschi collaborino nell'azione di controllo, ponendo grande attenzione al manifestarsi anche del più piccolo pennacchio di fumo: ognuno, conoscendo il territorio, sa giudicare se un fumo è "normale" (proveniente dai dintorni di abitazioni o di fattorie) o "strano" (proveniente da luoghi insoliti). In questi casi varrebbe sempre la pena di sincerarsi dell'origine del fumo che è stato avvistato.

Ecco cosa fare in caso di incendio

II proprietario può intervenire solo nel caso di incendi poco estesi, in cui sono interessati l'erba e il sottobosco. Nei casi più gravi deve limitarsi a dare l'allarme chiedendo l'intervento delle squadre d'intervento antincendio

Se malauguratamente nella vostra proprietà od in quelle limitrofe dovesse scoppiare un incendio, ricordate che la prontezza di intervento risulta spesso decisiva.
Nell'intervenire dovete avere ben presente che per fermare il fuoco si può partire da uno dei tre lati del cosiddetto "triangolo del fuoco"; il fuoco per potersi sviluppare e successivamente propagare ha bisogno infatti della presenza contemporanea di tré elementi: - il combustibile (la materia che brucia), dato nel nostro caso dalla vegetazione: - il comburente, costituito dall'ossigeno presente nell'aria; - il calore che eleva la temperatura ad un valore tale da far progredire la combustione.

 Intervenendo dal lato del combustibile, il fuoco può essere fermato facendo venir meno la presenza di nuovo combustibile, ad esempio creando davanti ed attorno al fuoco delle aree tagliate a raso e da cui tutta la vegetazione sia stata asportata.
Intervenendo dal lato del comburente, il fuoco può essere fermato soffocando la fiamma, coprendo il fuoco con della terra od irrorando la fiamma con sostanze liquide o gassose che impediscono il contatto con l'aria.
Infine, intervenendo dal lato del calore, la temperatura può essere abbassata irrorando delle sostanze che assorbono molto calore quali l'acqua od altre sostanze dette "ritardanti".

 Per fermare un incendio normalmente lo si aggredisce da tutti e tré i lati del "triangolo del fuoco".
Il singolo proprietario, coadiuvato da poche altre persone, può eseguire un intervento risolutivo ed in condizioni di sicurezza solo nel caso di incendi "di superficie" (in cui sono interessati solo l'erba e lo strato del sottobosco) di modesta estensione e poco intensi (fiamma più bassa di 1-1,2 m).
In questi casi infatti è sufficiente una dotazione di mezzi antincendio alla portata del singolo proprietario, costituita da un adeguato abbigliamento (tuta ignifuga, casco, stivali a tomaia alta, guanti da lavoro) e da attrezzature meccaniche ed attrezzi di pronto intervento già presenti in azienda od in casa perché utilizzati per altri tipi di attività, costituiti da motosega, decespugliatere, badile, flabello battifìamma.

 prevenzione incendi

 Nel caso di incendi più intensi ed estesi, il ruolo del proprietario si dovrà limitare al lancio dell'allarme ed alla collaborazione, in qualità di volontario, all'opera prestata da squadre professionalmente preparate e dotate di mezzi di lotta adeguati (automezzi, pompe, manichette, ecc.).

Gli interventi nei boschi danneggiati dal fuoco

Sono diversi e dipendono dalla gravita dell'incendio ("basso" o "alto") e dalle specie che costituiscono il bosco colpito (prevalenza di latifoglie o di conifere)

Se, sfortunatamente, il vostro bosco è stato danneggiato da un incendio, quanto prima dovrete intervenire per tentare di ricostituirlo.

Bisogna innanzitutto osservare che la gravità della situazione è ben diversa a seconda che si sia trattato di un incendio "basso" (o "di superficie", che ha interessato solo gli strati erbaceo ed arbustivo) oppure di un incendio "alto" (che ha colpito la chioma degli alberi) ed a seconda che il bosco colpito sia a prevalenza di latifoglie o di conlfere.

 Nel caso di incendi di tipo alto, nei boschi di conlfere (soprattutto pini, cipressi, ginepri negli ambienti mediterranei, più soggetti agli incendi estivi) i danni sono spesso irreparabili perché le piante dopo la perdita della chioma muoiono.

Fortunatamente, alcune specie di pini (pino d'Aleppo, pino marittimo), essendosi adattate nei milioni di anni all'azione distruttrice del fuoco, dopo il passaggio delle fiamme aprono i loro frutti (strobili) che sono stati in grado di difendere i semi dall'eccessivo calore; in tal caso dopo l'incendio si nota una vigorosa rinnovazione naturale.

Nei boschi di latifoglie invece, a meno che l'incendio non sia stato di tale violenza da bruciare completamente la lettiera e gli strati superficiali del suolo, gli apparati radicali delle piante (arbusti ed alberi) restano vitali: dopo l'incendio dalla base dei tronchi e dalle radici più superficiali vengono emessi con grande vigore nuovi polloni che nel giro di qualche decennio ricostituiscono il bosco.
Nel caso di incendi di tipo basso l'entità del danno dipende molto dall'intensità dell'incendio, influenzata a sua volta dalla densità della vegetazione presente nel sottobosco; nel caso di vegetazione rada spesso gli alberi, soprattutto se adulti, non vengono danneggiati dall'incendio; questo anzi finisce con l'avere un'azione "rinettante" che ha benefìci effetti riducendo il rischio di incendio per gli anni successivi.

Lo stato degli alberi è chiaramente indicato dalla colorazione del loro fogliame nelle settimane successive al passaggio dell'incendio: se le chiome si arrossano od ingialliscono ed iniziano a disseccarsi il danno è stato elevato ed in questo caso ci si trova nella stessa situazione provocata da un incendio di tipo alto.

In ogni caso, negli anni successivi ad un incendio, si deve evitare che animali domestici (vacche, cavalli, capre, pecore) entrino nel bosco a pascolare perché potrebbero danneggiare gravemente la rinnovazione.