L'importanza della previsione degli incendi boschiviPrevedere per evitare

di GIOVANNI BOVIO
Cattedra di Assestamento forestale - Università di Torino


 

 Gli incendi boschivi conseguono ad un insieme di fattori tra cui alcuni predispongono la possibilità che il fuoco avvenga mentre altri, soprattutto legati al comportamento umano, determinano l'innesco della combustione.

I fattori predisponenti sono riconducibili alle caratteristiche della vegetazione e ai fenomeni che le fanno assumere condizioni di secchezza tali da potere bruciare.
La relazione riscontrata tra molti caratteri predisponenti e il verificarsi di incendi ha reso possibile proporre vari metodi di previsione di pericolo.

L'andamento delle precipitazioni, la temperatura e l'umidità dell'aria, la velocità del vento sono le variabili più importanti per la previsione, prevalentemente mirata ad indicare il numero di incendi che si potranno presentare su un determinato territorio.

I numerosi metodi di previsione di pericolo di incendio possono essere suddivisi a seconda che provvedano a stimare a breve, medio e lungo termine il contenuto di umidità dei combustibili.

Talvolta esprimono il risultato solo in funzione delle variabili meteorologiche misurate nel giorno stesso della previsione.
Altri metodi tengono anche conto dell'andamento meteorologico di un determinato periodo precedente.
A volte la previsione si limita ad indicare il possibile inizio del fuoco mentre, con metodi detti "di diffusione", si considera anche il probabile comportamento.

L'esigenza di prevedere il pericolo è sentita da molto tempo in tutti i paesi colpiti dal problema degli incendi boschivi.
Negli Stati Uniti già nel 1933 era operativo il metodo di previsione Fire danger meter e nel Canada nello stesso periodo entravano in funzione, con lo stesso scopo, le Forest fire hazard tables

Negli anni 60 si estesero anche nei paesi europei appositi metodi, talvolta elaborando ed adattando esperienze americane e australiane, altre volte proponendo nuovi approcci.

L'impostazione teorica che sta alla base della previsione è assai varia e spesso è rapportata alle caratteristiche della organizzazione che la deve fare.
Per questo motivo quanto più un servizio antincendi è avanzato tanto più complesso e raffinato può essere il metodo di previsione di cui si avvale.

Per contro i servizi meno efficienti, che avrebbero maggiore bisogno di una previsione di pericolo per organizzare la prevenzione e l'estinzione, possono usare solo dei metodi più semplici e meno raffinati.

Specifici studi hanno proposto nuovi strumenti di previsione e confrontato quali siano i più idonei alle differenti condizioni ambientali italiane: per la previsione degli incendi che si sviluppano in inverno, tipici dell'arco alpino, è necessario usare

metodi differenti da quelli per la previsione degli incendi in ambiente mediterraneo.

Recentemente si è evidenziato che, oltre alla scelta del metodo, è anche necessario tarare la risposta del relativo indice sulle caratteristiche dell'ambiente.

Il territorio, specialmente se vasto, dovrebbe essere suddiviso in aree omogenee in cui applicare il metodo di previsione dimostratosi più efficace.
Se in aree diverse si ritiene di impiegare lo stesso metodo di previsione, è necessario studiare l'estensione delle classi di indice che corrispondono ai livelli di pericolo, poiché in ogni area assumono grandezza differente da tutte le altre.

In mancanza di questo approfondimento, applicando in due differenti aree il medesimo metodo e ottenendo lo stesso valore dell'indice, si potrebbe credere di avere lo stesso livello di pericolo, cosa che non corrisponde alla realtà.

Si sarebbe perciò indotti nell'errore di trattare in modo uguale situazioni differenti, ad esempio disponendo la stessa intensità di intervento.

Altri recenti studi sono finalizzati alla definizione di metodi capaci di prevedere i grandi incendi che danno le conseguenze più gravi.

Le distribuzioni cumulative nelle regioni italiane indicano che gli eventi più estesi, pur rappresentando numericamente solo il 5% di tutti quelli avvenuti, ricoprono una superficie che varia tra il 70% e l'80% della totale percorsa dal fuoco.

Ricerche sulla previsione di grandi incendi stanno approfondendo l'argomento a partire dalle variabili più importanti che li favoriscono.

La domanda cui dare risposta è assai ambiziosa. Infatti si tratta di stabilire, dato un numero di eventi attivi su un territorio, quali tra essi abbiano maggiori probabilità di assumere grandi dimensioni.

Le variabili ritenute più influenti, sono il disseccamento dei combustibili, la bassa umidità e l'alta temperatura dell'aria, i forti venti di superficie, l'instabilità atmosferica, l'elevata densità delle chiome degli alberi.
Allo stato attuale si ritiene che debba essere data importanza alla previsione del comportamento del fuoco più di quanto se ne dia nei metodi tradizionali.
In modo particolare si considera la possibilità del fronte di fiamma di passare sulla chioma degli alberi e di assumere una velocità di avanzamento elevata.

Altri studi hanno evidenziato che per la previsione del pericolo possono essere ottenute importanti informazioni da satelliti stimando l'andamento dell'attività clorofilliana e l'evapotraspirazione, che essendo in rapporto con lo stress idrico sono legati alla possibilità di bruciare dei vegetali.

Oggi, aumentando la complessità dell'organizzazione antincendio, si tende ad applicare i metodi di previsione collocandoli nel contesto di "sistemi di supporto alle decisioni".
Essi sono dei complessi strumenti di coordinamento, finalizzati sia alla prevenzione sia alla estinzione, nei quali la previsione gioca un ruolo essenziale.

Infatti sulla previsione del giorno vengono automaticamente regolate numerose attività come l'avvistamento, che viene intensificato con l'aumentare del pericolo, e l'allertamento delle forze di estinzione. Analogamente si può dire per la gestione del fuoco prescritto che può essere fatta correttamente solo al di sotto di precisi valori dell'indice.

Inoltre per l'estinzione la conoscenza del livello di pericolo e della sua variazione nel tempo e nello spazio consente il coordinamento dei mezzi e la scelta delle tecniche.

Per queste ragioni la previsione di pericolo è essenziale

in ogni servizio antincendi e deve essere calcolata automaticamente e costantemente aggiornata. Solo in tale modo si può avere una gestione corretta dell'intero servizio antincendi.

Compito della ricerca è offrire metodi di previsione sempre più affidabili.

 

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