UTILITA DELLA VEGETAZIONE FORESTALE CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO
Tratto da:
A. Salsotto M. Dana
Dissesti, Torrenti e Boschi
Regione Piemonte Assessorato Agricoltura e Foreste - II Edizione 1980
Una
larga massa di dati sperimentali provenienti da ogni parte del mondo dimostra
al di la di ogni ragionevole dubbio il ruolo svolto dalla vegetazione
forestale nella protezione del suolo dallerosione. Riportiamo due esempi:
una ricerca compiuta nel bacino del Mississipi (Stati Uniti dAmerica)
ha accertato che la quantita di terra asportata ogni anno dallerosione
ammontava a 163 chilogrammi per ettaro di sostanza secca in campi abbandonati,
a 114 kg/ha in boschi radi di latifoglie, ed a soli 36 kg/ha in terreni rimboschiti
23-32 anni prima con piantagione di conifere (Pinus taeda).
Una stima basata su dati rilevati comparativamente nelle regioni sud-orientali
degli Stati Uniti dAmerica ha portato a concludere che uno strato
di suolo limo-argilloso dello spessore di 18 centimetri e della pendenza del
10/o viene compleltamente asportato, per erosione, nei seguenti periodi
di tempo:
Sia pure con margini abbastanza ampi di oscillazione nei valori assoluti e relativi, dovuti alla diversita degli ambienti topografici e climatici presi in esame, alle differenti composizioni floristiche dei popolamenti considerati, alle variazioni nelle metodologie dindagine, le osservazioni compiute confermano generalmente che la migliore protezione del suolo e svolta dalla foresta mista disetanea, in buone condizioni vegetative e con densita e struttura normali.
Assai buona, anche se decisamente inferiore, Iefficacia protettiva della prateria naturale. Leffetto antierosivo decresce rapidamente quando si tratti di boschi e pascoli degradati, talvolta da cause naturali, piu spesso da unutilizzazione silvana e pastorale primitiva e predatoria.
Lazione antierosiva della foresta non e tanto svolta dallintrico delle radici che imbrigliano e trattengono le particelle del suolo, come comunemente si crede, quanto dallazione combinata di un insieme di altri fattori i cui effetti non sono sempre esattamente separabili.
E l acqua il principale agente dellerosione. Ed e ancora lacqua il componente fondamentale di ogni organismo vivente ed alla base di ogni attivita biologica.
La biocenosi foresta ha "interesse" a difendere Iacqua come a proteggere il suolo; e la difende trattenendone la quantita necessaria alle sue funzioni vitali, regolando quindi il deflusso delle eccedenze in modo graduale, onde non si manifestino eccessive asportazioni di materiali dal terreno.
La protezione
diretta si manifesta principalmente nella parte aerea, dove il soprassuolo forestale
agisce anzitutto intercettando una frazione delle precipitazioni meteoriche
e favorendone il ritorno in atmosfera, sotto forma di vapore, per mezzo della
grande superficie evaporante della massa fogliare.
Ma, soprattutto, i diversi strati che compongono il bosco (strato arboreo, arbustivo,
erbaceo e, talora, muscinale) dissipano gran parte della forza viva delle gocce
di pioggia, per cui lurto sul terreno, ulteriormente smorzato dalla lettiera,
risulta assai attenuato.
La forza battente della pioggia e responsabile di una forma di erosione chiamata splash erosion nella letteratura di lingua inglese e da noi definita erosione per saltazione, e che consiste in una mobilizzazione delle particelle terrose con spostamento preferenziale verso valle.
Lurto sul suolo produce inoltre una compattazione meccanica del terreno ed una migrazione delle particelle piu minute che, se mobilizzate, tendono ad essere trasportate verso le piccole cavita superficiali e ad ostruirle; dalle due cause deriva una minor permeabilta del suolo e quindi aumento del deflusso in superficie.
Lacqua pervenuta sul terreno e non trattenuta da questo, forma inizialmente una sottile pellicola che scola per gravita lungo le pendici e in particolari condizioni puo dar luogo allerosione laminare (sheet erosion); si concentra poi nelle piccole rugosita, la cui unione forma incisioni sempre piu importanti le quali, a loro volta, si versano nella rete idrografica propriamente detta del bacino.
II movimento delle acque
riunite in insolcazioni produce Ierosione per ruscellamento (rill
erosion).
Ai movimenti dellacqua sul terreno, la vegetazione e la lettiera oppongono
una serie di ostacoli che rallentano la velocita di avanzamento per effetto
del ben piu elevato "coefficente di scabrezza" e dellaumento
del "contorno bagnato" che si riscontrano rispetto ad una superficie
nuda, ed anche per la tortuosita del percorso che lacqua su un terreno
densamente popolato di vegetali e costretta a compiere, smorzando ad ogni urto
la sua energia di movimento.
Risulta inoltre contrastata la tendenza alla concentrazione di masse dacqua
nella microrete idrografica.
E stato accertato che mediamente la velocita" di scorrimento su un
terreno coperto di vegetazione e appena 1/4 di quella che si manifesta
allo scoperto.
Poiche, come tutte
le forze di carattere dinamico, lenergia erosiva dellacqua varia
secondo il quadrato della velocita, ne deriva che alla diminuzione della
velocita ad 1/4 corrisponde una riduzione dellenergia ad 1/16
dintensita.
Ancora piusignificativa la diminuzione della capacita di trasporto,
che variando con la sesta potenza della velocita, diventa addirittura
4096 volte inferiore.
La protezione indiretta e leffetto regimante si manifestano in massimo
grado sotto la superficie e sono svolti dal suolo forestale, profondamente diverso
per caratteristiche fisiche e biologiche dai suoli soggetti a periodiche lavorazioni
ed anche, in minor misura, dai suoli ricoperti da vegetazione erbacea permanente.
II bosco e il torrente
Lacqua che sfugge allevaporazione, alladesione superficiale (lacqua di adesione e lacqua che "bagna" le superfici di foglie, rami, pietre ecc.), allaccumulo nelle depressioni del terreno, allinfiltrazione nel suolo, e scorre sul pendio dei versanti, e la principale responsabile non solo dei fenomeni di erosione diffusa, ma anche delle piene dei corsi dacqua.
I corsi
dacqua montani possono classificarsi di norma come torrenti, intendendoli
percio caratterizzati da una estrema variabilita del regime idraulico,
con deflussi molto modesti o nulli per lunghi periodi (torrente trova radice
nel latino torrere = disseccare) e da piene improvvise e rapidamente
decrescenti.
II torrente tipico e prevalentemente alimentato dalle precipitazioni meteoriche,
mentre hanno importanza secondaria le acque sorgive, cosi che la sua portata
e strettamente dipendente dalle vicende climatiche del momento: si fa copiosa
nei periodi piovosi (e durante la fusione delle nevi), tende ad esaurirsi nei
tempi siccitosi.
Le piene si producono in occasione di piogge intense (1) anche se di durata relativamente breve, per la rapida concentrazione nellalveo di masse dacqua cadute sul bacino.
Londa di piena, una volta diminuita lintensita della pioggia, decresce velocemente ed il torrente ritorna in breve tempo nelle condizioni di portata che hanno preceduto il fenomeno critico.
Quando piove con una certa intensita, la portata del torrente va aumentando col successivo arrivo degli apporti dacqua provenienti da zone del bacino sempre piu lontane, fino a quando tutto il bacino contribuisce contemporaneamente al deflusso dellalveo.
Viene chiamato tempo di corrivazione lintervallo di tempo che intercorre tra Iinizio della pioggia e listante in cui perviene, nella sezione dalveo che consideriamo, la particella dacqua caduta nella localita idraulicamente piu lontana del bacino. A parita dintensita e di altre condizioni, e la precipitazione della durata del tempo di corrivazione a provocare la massima portata nel corso dacqua; se superato il tempo di corrivazione, la pioggia continua a cadere, con la stessa intensita, la portata si mantiene costante sul valore massimo per cominciare a decrescere non appena la pioggia cessa o comunque si riduce dintensita.
Se per contro la durata della precipitazione e inferiore al tempo di corrivazione, l acqua proveniente dalle zone piu lontane del bacino raggiunge Ialveo quando gia ha avuto inizio la fase decrescente, giacche le aree piu vicine hanno gia cessato di dare il loro contributo. Sono le acque che scorrono sulla superficie dei versanti a provocare le piene, a causa della rapidita della loro concentrazione nelle rete idrografica; la loro velocita di avanzamento sul terreno e variabile ma e pur sempre, nei bacini montani, dellordine di alcuni decimetri al secondo, nei casi piu favorevoli, per raggiungere e superare il metro al secondo in situazioni particolari.
Le acque infiltratesi nel suolo, e da questo non trattenute ad aumentare il tenore di umidita, risentono dellattrazione di gravita e percolano verso il basso. Una frazione, se trova condizioni geologiche adatte, penetra in profondita fino a raggiungere le falde idriche, alimentando la circolazione sotterranea.
Le acque di falda spesso ritornano allesterno sotto forma di sorgenti ed alimentano quindi la circolazione superficiale, ma il loro moto nel sottosuolo e assai lento, dellordine di alcuni metri al giorno, per cui trascorrono settimane o mesi prima che il volume dacqua caduto nel corso di una precipitazione possa defluire (2).
Di conseguenza il contributo delle acque sotterranee alla portata del torrente e sempre graduale e assolutamente trascurabile la loro partecipazione ai fenomeni di piena.
La parte
residua delle acque di percolazione defluisce obliquamente sopra gli orizzonti
relativamente impermeabili, o sulla base minerale del suolo o comunque a breve
profondita dalla superficie.
Si forma quindi una corrente chiamata deflusso ipodermico che procede
verso la base dei versanti con velocita normalmente superiore a quella
che anima i moti di filtrazione nelle falde sotterranee, ma di gran lunga piu
bassa di quella delle acque scorrenti in superficie.
Le acque sottosuperficiali arrivano alla rete idrografica gradatamente e con uno sfasamento di ore o giorni rispetto alle acque di ruscellamento, e quindi non contribuiscono alla formazione delle piene prodotte dalla precipitazione che le ha originate.
In caso di piogge prolungate lapporto ipodermico puo assommarsi al volume dacqua concentrato dal deflusso superficiale di una precipitazione intensa successiva, ma a causa della bassa velocita del suo movimento verso valle, Ieffetto sulle piene e modesto.
Chiariti a grandi linee i concetti fondamentali necessari alla comprensione del fenomeno, vediamo di riassumere le azioni dirette ed indirette esercitate dal bosco sul regime idrologico dei corsi dacqua montani.
Si e
parlato dellalta porosita e permeabilita dei suoli forestali,
favorita e determinata dai processi biochimici svolti dagli organismi vegetali
ed animali che compongono lecosistema.
Sono stati portati a dimostrazione molti dati sperimentali sulla velocita
dinfiltrazione dellacqua, molto alta nei suoli boschivi sia in valore
assoluto sia per confronto con altre forme di utilizzazione del terreno.
Si e parlato degli impedimenti di vario genere che i popolamenti forestali
frappongono allavanzamento delle acque scorrenti in superficie;
|
(1) Lintensita di una pioggia e data dal rapporto tra Ialtezza dacqua (di solito espressa in mm) e il tempo nel quale questa e caduta (indicato in minuti, ore, giorni od anni) Lesperienza insegna che l'intensita delle piogge decresce allaumentare della loro durata: un breve scroscio puo raggiungere intensita elevatissime, mentre in una pioggia prolungata nel tempo lintensita e fortemente inferiore. (2) Fanno eccezione alcune zone carsiche, dove si formano veri e propri corsi dacqua sotterranei animati da velocita paragonabili a quelle delle acque superficiali (3) In boschi inefficienti e degradati e stata misurata una ritenzione di 16 mm ed una de- tenzione di 43 mm, per un totale di soli 59 mm. Secondo il Susmel in un buon terreno forestale di media profondita le quantita dacqua trattenuta corrispondono mediamente a 60-80 mm di altezza di pioggia nei mesopori ed a 200-400 mm nei macropori. |
Una densa copertura forestale protegge il suolo e contribuisce a regimare le acque. La figura mostra le variazioni dellerosione e del deflusso superficiale al variare del grado di copertura |
si e ancora accennato allazione di trattenuta che avviene per adesione sugli organi aerei della vegetazione. Lultimo fattore e spesso sopravvalutato, mentre la quantita di pioggia intercettata dalle chiome e ben poca cosa, potendo approssimativamente aggirarsi intorno a 5 o 6 millimetri; il che puo essere determinante per ridurre allimpotenza una piena con bacini idrografici piccolissimi, messi "in crisi" da brevi temporali violenti, dato il basso tempo di corrivazione (dellordine delle decine di minuti) che li caratterizza, ma rappresenta in genere una frazione esigua della precipitazione che puo cadere su di un bacino di media estensione.
In ogni caso, la capac!ta della trattenuta aerea puo essere stata saturata da piogge immediatamente precedenti a quella che provoca la piena, e che raramente si manifesta isolata, ma e preceduta e seguita da piogge meno intense.
Del tutto trascurabili, agli effetti delle piene, Ievaporazione e la traspirazione fogliare, il cui ruolo e invece molto importante nei bilanci idrologici annui o stagionali.
Lapparato aereo della vegetazione svolge la funzione, spesso non adeguatamente valutata, di regimare le intensita variabili delle precipitazioni piovose, riuscendo, con la trattenuta temporanea con lo scorrimento lungo le foglie, i rami, i tronchi, ad impedire il contemporaneo arrivo a terra degli scrosci piu violenti che potrebbero, magari per brevi istanti, superare la capacita di assorbimento del suolo e provocare riunioni di corpi dacqua pericolose perche aprono la via al ruscellamento.
Sul terreno le piogge sinfiltrano rapidamente attraverso lettiera ed humus fino a saturare la porosita del suolo.
Secondo rilevamenti compiuti dallIstituto di Selvicoltura dellUniversita di Padova e riportati dal Benini, in boschi efficienti sono state misurate capacita di trattenuta di 513 mm, dei quali 430 mm nei macropori (acqua di detenzione temporanea) ed 83 mm nei mesopori (acqua di ritenzione) (3)
| Velocita Infiltrazione (mm/minuto) |
Deflusso Superficiale in %della pioggia |
|
| Boschi efficienti | 20-5 | 0-10 |
| Boschi inefficienti | 2-0,5 | 20-50 |
| Pascoli | 3-1 | 30-95 |
| Coltivi non seminati o abbandonati | 1,2-0,1 | 50-100 |
Per dare un termine di confronto ricordiamo che la pioggia che cade su Torino nel corso di un anno non raggiunge mediamente Ialtezza di 800 mm.
II volume delle cavita presenti in un buon terreno forestale e normalmente adeguato a ricevere la gran maggioranza delle quantita di pioggia che possono cadere nel corso di eventi meteorici anche straordinari, e cio comporta una sostanziale riduzione del deflusso superficiale, dal quale derivano le repentine concentrazioni dacqua che danno origine alle piene.
Le acque che abbiamo chiamato di detenzione temporanea finiscono per ritornare in superficie dopo un percorso piu o meno lungo, attraverso vie sotterranee od ipodermiche, ma gradatamente, favorendo la persistenza di una certa portata nelle rete idrografica, negli intervalli tra gli eventi piovosi.
In altre parole, il regime dei corsi dacqua nei bacini densamente boscati, con popolamenti in armonia con lambiente, tende a ridurre i caratteri di torrenzialita per assumere caratteristiche meno estreme, con vantaggio per la situazione idrogeologica generale e per le possibilita di utilizza zione delle acque.
La sottrazione dacqua al deflusso superficiale, conseguenza della permeabilita e della porosita del suolo, indirettamente riduce la velocita del ruscellamento in quanto la velocita diminuisce al diminuire della quantita di liquido in movimento (in termini tecnici, si ha riduzione del raggio idraulico).
Unulteriore
riduzione e prodotta dalla resistenza al moto opposta dalla vegetazione
e dalla lettiera (si ha aumento del coefficiente di scabrezza).
A minor velocita corrisponde un allungamento del tempo di corrivazione,
e viceversa.
E stato visto che e la precipitazione della durata del tempo di
corrivazione a mettere "in crisi" il bacino idrografico e che le piogge
di durata inferiore a questo provocano, a parita dintensita,
portate assai minori; sappiamo inoltre che lintensita di una pioggia
diminuisce con laumento della sua durata.
La conseguenza e che in un bacino boscato si riduce statisticamente il
numero degli eventi potenzialmente capaci di generare grandi piene
Abbiamo
voluto riportare qualche analisi di dettaglio tentando di collegare gli effetti
con le cause pur sapendo che tale modo di procedere obbliga a semplificare,
talvolta in modo eccessivo, fenomeni complessi e correlati tra loro.
A dimostrazione delinfluenza esercitata dal bosco sul regime dei corsi
dacqua, sarebbe stato preferibile poter trascrivere dati statistici di
lungo periodo a confronto tra bacini boscati e non boscati, possibilmen di condizioni
simili per morfologia, geologia e regime pluviometrico. Purtroppo elementi di
giudizio cosi completi non esistono.
Le ricerche generalmente confermano l efficacia del bosco quale
moderatore delle piene in bacini imbriferi di piccola estensione.
Scarsi o nulli invece i dati sperimentali riguardanti i grandi bacini, dove si nota un comportamento diverso per lintervento di altri fattori, quali la diribuzione spaziale delle piogge e interferenze di onde di piena degli affluenti.
Se si ammette un effetto positivo della boscosita nei piccoli bacini, la ragione consiglierebbe di attribuirle una certa efficacia anche alleconomia dei grandi bacini, perche la trattenuta dei volumi dacqua ed il rallentamento dei deflussi sono una realta obiettiva e dimostrata.
Ma, insegnava
il sommo Leonardo, "se ti accade di trattar dellacqua, consulta pria
l esperienza poi la ragione".
Alla luce di quanto e stato detto, non stupisce se i forestali sono profondamente
convinti che la sistemazione idroeologica devessere affrontata principalmente
con interventi biologici, i quali, beninteso, non si esauriscono affatto nel
rimboschimento, ma comprendono molte delle diverse operazioni selvicolturali
senza escludere i miglioramenti agro-pastorali.
Lefficacia idrogeologica di una foresta e strettamente correlata col suo armonico inserimento nelle condizioni ecologiche locali e varia col variare della sua composizione,struttura e densita, delle forme di governo e trattamento.
Ecco quindi che anche il rinfoltimento dei boschi radi, il miglioramento dei boschi degradati, le conversioni dei cedui in fustaie, la scelta delle forme di trattamento piu consone con la protezione del suolo e con la rinnovazione e levoluzione della foresta, la lotta contro gli incendi boschivi, lassestamento dei soprassuoli su basi naturalistiche, sono altettante componenti della sistemazione idrogeologica del territorio, non meno importanti del rimboschimento dei terreni nudi.
Non solo, ma dovendo scegliere tra il miglioramento dei boschi esistenti e limpianto di nuovi soprassuoli, e forse preferibile dedicare ai primi la maggiore attenzione.
Perche i boschi che gia esistono sono una realta, che con larte e la competenza e la volonta e la disponibilita dei mezzi necessari, si puo rendere sempre piu efficiente, con affetti apprezzabili in tempi relativamente brevi; invece i rimboschimente di terreni spesso gravemente anomali, rappresentano una speranza, talvolta delusa, di ottenere qualche risultato dopo lunghi anni di lavoro, di cure e di spese.