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Societa’ Agusta
Lotta agli incendi boschivi in Italia

La validita’ dei mezzi aerei

 

Indice Articoli

1. TATTICHE E TECNICHE NELLA LOTTA AGLI INCENDI BOSCHIVI.

2. VALIDITA’ DEI MEZZI AEREI NELLA LOTTA AGLI INCENDI:

a. Zone di intervento.

b. Caratteristiche delle sostanze estinguenti.

c. Caratteristiche dei mezzi aerei.3. VALUTAZIONE DELLA CAPACITA’ OPERATIVA DEI MEZZI AEREI.

 

 

TATTICHE E TECNICHE NELLA LOTTA AGLI INCENDI BOSCHIVI.

a. Tattiche.

 

(1) Esse variano in relazione alle situazioni che caratterizzano le zone in cui I’incendio e’ in atto e che in sintesi sono:

(2) La valutazione di tali elementi, che sono per loro natura sempre variabili e della relativa combinazione tra essi, definisce le tattiche piu’ appropriate d’ intervento. Queste in linea di principio possono essere cosi’ individuate:

 b. Tecniche.

Esse si basano essenzialmente su:

Esse dovrebbero essere attuate quando possibile e quando il costo dell’ impresa a fronte del risultato che e’ prevedibile conseguire e’ adeguato. In sintesi tali tecniche sono le seguenti:

 

 (l) tecnica nella TATTICA Dl CONTENIMENTO:

 

 (2) tecnica nella TATTICA DI SOPPRESSIONE:

 (3} tecnica nella TATTICA Dl INTERDIZIONE:

 (4) tecniche nella TATTICA Dl INTERPOSIZIONE:

 

VALIDITA’ DEI MEZZI AEREI NELLA LOTTA AGLI INCENDI.

 

a. Zone di intervento.

  1. L’ impiego dei mezzi aerei nella lotta agli incendi e’ sempre molto oneroso. Esso, pertanto, dovrebbe essere previsto solamente quando I’incendio interessa una zona boscosa d’alto fusto o quando minaccia insediamenti urbani. Come gia’ detto, I’ impiego dei soli mezzi aerei non e’ sufficiente a circoscrivere o domare I’incendio; e’, infatti, sempre necessario che la loro azione sia integrata e completata dall’intervento di uomini dotati di adeguate attrezzature che devono giungere sul fronte dell’incendio il piu’ rapidamente possibile specie in caso di presenza di vento in zona.

 

(2) Nelle zone boschive d’alto fusto ubicate in pianura e in bassa collina ove e’ possibile I’intervento rapido di uomini e attrezzature I’impiego del mezzo aereo dovrebbe essere I’eccezione. Nelle zone di alta collina e in montagna, ove la percorribilita’ via terra e’ difficoltosa, il mezzo aereo dovrebbe trovare il maggiore impiego.

 

 b. Caratteristiche delle sostanze estinguenti.

 

  1. L’acqua e’ la sostanza principale e piu’ economica per lo spegnimento degli incendi. Essa spegne I’ incendio perche’ sottrae calore e quindi abbassa la temperatura sotto quella di combustione. E’ dunque il calore latente di vaporizzazione dell’acqua, - passaggio dallo stato liquido a quello aeriforme - che abbassa la temperatura e spegne I’incendio. Quando I’acqua impiegata e’ quella di mare essa, nel breve periodo, e’ nociva alle colture.
  2. I ritardanti chimici costituiscono I’ alternativa all’acqua nello spegnimento degli incendi. Essi, quando entrano in contatto con il fuoco, avviano un processo di trasformozione chimica che, sottraendo ossigeno all’ aria, contrasta la combustione e, percio’, spegne I’incendio. I residui della combustione del ritardante non sono nocivi al terreno.

 

 

(3) Per essere efficaci, le sostanze estinguenti - acqua e ritardante - devono giungere nell’area dell’incendio in quantita’ sufficientemente concentrata. Affinché cio’ avvenga il lancio quando effettuato da terra deve

essere mirato, quando effettuato dall’aria deve avvenire alla quota ottimale che, peraltro, puo’ variare in funzione della intensita’ del vento in loco e della velocita’ di lancio. Tale quota non e’ quasi mai superiore a circa 10 metri. II lancio da quote superiori a quelle ottimali riduce considerevolmente I’ effetto dell’acqua e del ritardante sull’incendio, fino a renderlo nullo. Cio’ perché il liquido lanciato si nebulizza e si espande tanto piu’ quanto piu’ e’ alta la quota e la velocita’ di lancio, a scapito della concentrazione necessaria. L’assetto non livellato dell’aereo al momento del lancio rende ancor piu’ impreciso il punto d’impatto del liquido estinguente sul terreno . Quando sulle aree montagnose i piloti degli aerei tentano di mantenere la quota, I ’assetto e la velocita’ ottimale il pericolo di incidente diventa alto. Per tale motivo, infatti, sono gia andati perduti in Italia due G 222 e due CL 215 CANADAIR con i relativi equipaggi.

 

c. Caratteristiche dei mezzi aerei.

 

I mezzi aerei impiegati in Italia nella lotta agli incendi boschivi sono di tre tipi:

 

  1. II velivolo CANADAIR: impiegato per il lancio di acqua;
  2. I velivoli G 222 e C 130: impiegati nel lancio di liquido ritardante;

     

  3. Gli elicotteri di vario tipo: idonei al lancio di acqua o di liquido ritardante, al trasporto in loco di liquido estinguente, personale e materiale antincendio.

 

(1 a) Velivolo CANADAIR CL 215.

 

(a) E un velivolo anfibio concepito in CANADA per soddisfare esigenze di trasporto, sorveglianza marittima, ricerca e soccorso peculiari della regione canadese.
Esso e’ stato anche sviluppato nella versione aerocisterna per impiegarlo contro gli incendi boschivi delle province prevalentemente pianeggianti del CANADA orientale e dei grandi laghi.
L idrografia di queste province e’ intensamente sviluppata ed e’ costituita da migliaia di laghi facilmente e rapidamente accessibili al CANADAIR per il rifornimento dell’acqua.
Date le peculiari caratteristiche delle zone di operazioni - prevalentemente pianeggianti - nello sviluppo del CANADAIR aerocisterna si e’

privilegiato il carico utile, che e’ di circa 7,5 tonnellate d’acqua, a scapito della maneggevolezza che a pieno carico e’ scarsa. II velivolo CANADAIR, e’ impiegato in CANADA non gia’ per spegnere, bensi’ per controllare gli incendi e contrastare la propagazione in cooperazione con gli uomini a terra.

(b) La nube d’acqua, che si genera dopo il lancio dal CANADAIR sortisce effetti solo se raggiunge la vegetazione combustibile. Cio’ avviene quando nel punto d’impatto desiderato non vi sono fiamme alte. Quando vi sono, la temperatura alla sommita’ di esse e cosi’ elevata da provocare I’evaporazione della nube d’acqua prima che questa giunga al suolo. L’effetto estinguente in questo caso non si verifica.

c) Nell’ ambiente operativo italiano gli specchi d’acqua per il rifornimento dei CANADAIR sono rarissimi. Quando I’incendio si sviluppa a piu’ di 30 km dal mare, I’intervallo tra i lanci successivi e’ eccessivo e ne annulla gli effetti. Oltre a cio’, dato che lo stazionamento dei velivoli e’ vincolato agli aeroporti, la tempestivita’ dei lanci e’ spesso carente.

(d) II velivolo CL 215 CANADAIR adotta benzina AVIO che, come noto, e’disponibile solo in alcuni aeroporti. Cio’ riduce ulteriormente la tempestivita’ del suo impiego.

(e) Le tecniche di imbarco dell’ acqua non consentono I’ impiego notturno e con scarsa visibilita’ del CANADAIR.

(f) II CANADAIR quando non usato contro gli incendi non trova altro utile impiego. Cio’ comporta I’immobilizzo di notevoli risorse per lunghi periodi.

(g) In conclusione, il CL 215 CANADAIR, (e velivoli similari), risulta essere un mezzo non proficuamente utilizzabile in Italia per la lotta agli incendi in zone non di pianura in quanto il suo rendimento operativo ed economico e’ MOLTO BASSO. In aree pianeggianti, con vegetazione medio bassa, offre un rendimento accettabile.

 

(1b) Velivoli CANADAIR CL 415.

 

  1. E’ una versione aggiornata del CANADAIR CL 215 rispetto al quale presenta, tra I’altro, un nuovo pannello strumenti e monta motori turboelica anziché a scoppio. I motori turboelica conferiscono al CL 415 migliori prestazioni nei ruoli primari. Per contro, detti motori, per le loro peculiari caratteristiche di funzionamento, passano da una potenza minima disponibile a quella massima richiesta (ripresa motore) in tempi piu’ lunghi rispetto ai motori a scoppio. Tale fatto associato alla scarsa maneggevolezza a pieno carico rende questo velivolo piu’ pericoloso, rispetto al CL 215, quando impiegato nel ruolo antincendi in zone montuose.
  2. II CANADAIR CL 415 poiché adotta carburante tipo Kerosene, di cui quasi tutti gli aeroporti nazionali sono dotati, ha una maggiore flessibilita’ d’impiego rispetto al CL 215. A parte cio’, il CL 415 presenta le stesse limitazioni e gli stessi condizionamenti che caratterizzano il basso rendimento operativo ed economico del CL 215.

 

  1. Velivoli G 222 e C 130.

 

  1. Sono velivoli da trasporto con elevata versatilita’. Per soddisfare I’esigenza antincendio imbarcano un modulo cisterna e lancio per liquido ritardante. Il liquido ritardante puo’ essere imbarcato soltanto presso gli aeroporti sedi delle speciali stazioni di stoccaggio e di pompaggio. Percio’, la tempestivita’ di intervento e la rapidita’ di reiterazione non possono mai essere ottenute con questi tipi di velivoli.

 

(b) II peso massimo del liquido ritardante che e’ possibile imbarcare e di 12 tonnellate per il C 130 e di 6 tonnellate per il G 222.Entrambi i velivoli quando

operano a pieno carico hanno una maneggevolezza limitata che preclude il lancio nelle condizioni ottimali in montagna ed alta collina.

(c) II liquido ritardante per sua natura non subisce vaporizzazione e giunge sempre al suolo. L’effetto desiderato, tuttavia, e’ funzione della densita’ della nube che giunge a terra che, a sua volta, dipende dalla quota, velocita’ e assetto di lancio.

 

(d) Entrambi i velivoli montano motori turboelica e quindi con scarsa ripresa come il CANADAIR CL 415 CL. Anche questi velivoli, impiegati a pieno carico ed in zona montagnosa, data la limitata maneggevolezza e la scarsa ripresa, hanno un indice di sicurezza basso.

 

(e) II loro impiego notturno e con scarsa visibilita’ e’ molto limitato.

(f) In conclusione, da tutto quanto sopra deriva che i velivoli G 222 e C 130 sono mezzi poco proficuamente utilizzabili nella lotta agli incendi in quanto il loro rendimento operativo e’ marginale. Detto rendimento diventa parzialmente accettabile se i mezzi vengono impiegati non gia’ in azione di spegnimento, bensi’ di contenimento degli incendi.

 

  1. ELICOTTERO.

 

  1. E’ un mezzo con elevata versatilita’ e flessibilita’ d’impiego. Per operare non necessita, come i velivoli, di basi permanenti. Puo’ stazionare ovunque in prossimita’ dell’ area di utilizzo per intervenire tempestivamente.
  2. Impiegato nella lotta agli incendi e munito di speciale attrezzatura, "secchio", puo’ lanciare acqua o liquido ritardante. Puo’ anche trasportare in loco serbatoi con liquido estinguente per il contrasto dinamico da terra. Gli elicotteri tipo AMD 500, A109K2, AB 212/412, EH 101, CH 47 possono trasportare, rispettivamente 0.3, 0.5, 1.5, 5.0, 7.5 tonnellate di liquido estinguente. L’AB 412 HP puo’ inoltre essere dotato di serbatoio conformal.

     

  3. La tecnica d’imbarco del liquido e’ semplice e rapida. Non richiede, infatti, né ampi spazi di manovra come il CANADAIR, né tempi Iunghi di rifornimento come il G 222 e il C 130. II liquido estinguente puo’ essere attinto ovunque sia disponibile, anche da piccoli serbatoi, senza I’ausilio di attrezzature speciali.
  4. L’elicottero puo’ sempre raggiungere, nell’assetto ottimale di lancio, di giorno anche con visibilita’ marginale e di notte, la verticale del punto desiderato d’impatto del liquido ottenendo il massimo risultato con il minimo rischio di incidenti.

     

  5. Oltre al liquido estinguente, I’elicottero puo’ trasportare con rapidita’ anche uomini, materiali e attrezzature per la lotta a terra agli incendi. Inoltre e’ I’unico mezzo aereo che puo’ evacuare personale in pericolo.
  6. L’ elicottero puo’ essere utilizzato in attivita’ di ricognizione dell’area dell’incendio al fine di definire la tattica di lotta piu’ appropriata.

     

  7. II "down wash", cioe’ il soffio d’ aria verso il basso generato dal rotore, non costituisce per I’elicottero inconveniente limitativo del suo impiego nella lotta antincendi. Cio’ perché il suo effetto al suolo diventa irrilevante coniugando opportunamente la quota e la velocita’ di lancio. Peraltro, il "down wash" generato dal rotore di un elicottero in volo quasi stazionario sopra un incendio provoca la frantumazione e I’abbassamento delle fiamme e consente all’acqua lanciata di raggiungere la materia combustibile facilitando cosi’ la funzione di spegnimento.

 

h In conclusione, l’elicottero offre un alto rendimento operativo ed economico non soltanto nel compito primario di lotta agli incendi, ma anche in altri compiti di protezione civile e ambientale.

 

VALUTAZIONE DELLA CAPACITA’ OPERATIVA DEI MEZZI AEREI.

 

  1. La valutazione della capacita’ operativa dei mezzi aerei nella lotta agli incendi boschivi in Italia puo’ essere fatta analizzando le prestazioni che essi offrono a fronte delle esigenze operative imposte dalle varie situazioni di emergenza che devono essere soddisfatte. Peraltro, i mezzi aerei disponibili in Italia per la lotta agli incendi boschivi hanno caratteristiche estremamente eterogenee. Cosicché, mentre gli elicotteri offrono prestazioni tali da soddisfare tutte le esigenze operative, i velivoli tipo C 130 e G 222 sono in grado di lanciare solamente liquido ritardante e i velivoli CANADAIR CL 215 e CL 415 sono impiegati per il lancio di acqua. Tale eterogeneita’ di mezzi ne rende difficoltosa una valutazione comparativa. Essa, peraltro, puo’ essere approssimativamente effettuata confrontando le prestazioni che i singoli mezzi possono offrire e attribuendo ad ognuna di esse un coefficiente variabile da 1 a 10 in ragione del livello crescente di rispondenza di ogni mezzo alla specifica esigenza da soddisfare. Tale coefficiente, anche se soggettivamente attribuito, risponde in grande misura alla realta’ operativa in cui i mezzi sono chiamati ad operare. (vedi tabella)
  2. II confronto ponderale sinottico delle prestazioni considerate relative ai singoli mezzi aerei pone in chiara evidenza I’assoluta supremazia dell’elicottero rispetto al velivolo nell’espletamento delle attivita’ contro gli incendi boschivi in Italia. Da tale raffronto emerge, inoltre, una quasi parita’ di rendimento operativo tra gli elicotteri pesanti tipo CH 47 e i medio-leggeri tipo AB 412 HP.

 (c) Questo confronto fornirebbe altri e piu’ realistici elementi di valutazione a favore dell’elicottero qualora fossero tenuti in considerazione i costi unitari di acquisizione dei mezzi aerei. Infatti con lo stesso impegno finanziario sarebbe possibile acquisire una flotta di elicotteri tipo AB 412 almeno cinque volte piu’ grande di una flotta di velivoli del tipo CL 415 CANADAIR.

 

PRESTAZIONI E RELATIVI COEFFICIENTI

 

PRESTAZIONI AEREI ELICOTTERI
C 130 G 222 CANADAIR
CL 215
CANADAIR
CL 415
CH 47 AB 412 HP AB
212
Tempestivita’

Intervento

1 1 3 4 7 9 9
Tempi di reiterazione inter. 1 1 5 5 8 10 10
Idoneita’ lanciodi acqua -- -- 10 10 10 10 10
Idoneita’ lanciodi ritardante 10 10 4 7 10 10 10
Capacita’ di trasporto in loco

Contenitori e liquido estinguente

 

--

 

--

 

--

 

--

 

10

 

10

3
Capacita’ di trasporto in loco di uomini e mater.antincendio -- -- -- -- 10 8 3
Precisione di lancio in pianura 5 5 5 5 8 9 9
Precisione di lancio in montagna 2 2 2 2 9 10 10
Idoneita’ ad operare con visibilita’ marginale e di notte 2 2 3 3 7 8 8
Indice di sicurezza operativa in

pianura

8 7 7 7 8 8 8
Indice sicurezza operativa in

montagna

2 2 3 2 8 9 7
Efficacia lancio liquido estinguente in pianura 5 5 5 5 7 8 7
Efficacia lancio liquido

estinguente in montagna

3 3 3 2 8 9 8
Flessibilita’ d’impiego

(vincoli aeroportuali)

2 3 3 4 9 10 10
Versatilita’ d’impiego

(capacita’ di piu’ ruoli)

3 3 -- -- 10 10 10
Tonnellate per ora volo

liquido lanciabile

3 2 7 7 10 3 1
Costo Ton.liquido lanciabile 2 1 10 7 7 8 2
TOTALE 49 47 70 70 146 149 124

 

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