L’azione selvicolturale e le foreste

di Pierfrancesco Semerari
tratto da "Quaderni di bioetica"
1996 Macro Edizioni


Considerazioni preliminari
Definizione e descrizione di bosco
La selvicoltura
L'evoluzione della selvicoltura


Considerazioni preliminari

È opinione diffusa che i boschi siano degli ecosistemi ad alto grado di naturalità.
Questa affermazione può essere considerata maggiormente veritiera se essi vengono confrontati con altri ecosistemi come ad esempio quelli agricoli.
Tuttavia, ritenere che la fisionomia delle formazioni forestali sia frutto esclusivamente delle caratteristiche genetiche degli organismi che le costituiscono e del clima dei luoghi, porta a commettere alcuni errori di valutazione, soprattutto nelle regioni della Terra a clima temperato, lì dove l’areale delle foreste maggiormente ha coinciso con l’affermarsi delle grandi civiltà umane con i loro crescenti bisogni.
Infatti, si può affermare che ormai, tranne in alcune zone del pianeta, non vi siano più foreste vergini, cioè boschi che non siano mai stati interessati da utilizzazioni, dall’azione del pascolo o degli incendi.
Per quanto riguarda il nostro Paese la loro presenza può essere esclusa senza ombra di dubbio.
Il fatto poi che il progressivo spostamento della popolazione dalle aree interne verso le città abbia determinato, tra le altre conseguenze, un alleggerimento della pressione antropica sulle foreste, allentando i legami, anche culturali, tra l’uomo e l’ambiente rurale e naturale in generale, non ci deve far dimenticare che l’effetto di tale pressione è ancora molto evidente come avviene nei Paesi in via di sviluppo dove le foreste svolgono tutt’oggi un ruolo decisivo per la sopravvivenza quotidiana di milioni di persone.

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