La frutticoltura

Magazzini frigoriferi della cooperativa di Ponte in ValtellinaLa nascita e lo sviluppo della frutticoltura valtellinese, in modo intensivo, risale al secondo dopoguerra.
Prima, nelle zone oggi impiantate a frutteto (versante Retico da Tresivio a Mazzo in Valtellina) dominava la coltivazione del vigneto. La frutticoltura non era sconosciuta; tra i filari delle viti, al limitare dei campi, c’erano meli, peri, ciliegi, susini... i cui prodotti erano destinati al consumo familiare. Negli orti e nei prati vicini alle case, soprattutto nobiliari, nei broli, venivano coltivati degli alberi; la maturazione dei diversi frutti era programmata in modo d’averne di freschi dall’inizio dell’estate al tardo autunno.
Intorno agli anni Trenta e Quaranta la viticoltura attraversÚ un periodo di crisi; questo spinse alcuni contadini della zona di Ponte in Valtellina a tentare i primi esperimenti di melicoltura ico_link.gif (883 byte)  in modo intensivo.
Altri agricoltori ben presto seguirono il loro esempio e, intorno agli anni 45-50, iniziÚ il progressivo processo di sostituzione dei vigneti con i meleti.
La produzione gradualmente aumentava e si avvertiva la necessitý di trovare un mercato pi˜ ampio che garantisse la collocazione del prodotto e la necessitý di perfezionare le tecniche per la coltivazione. Il 9-11-1952 un gruppo di frutticoltori si unÏ e fondÚ il Consorzio Ortofrutticolo di Ponte in Valtellina.
Il "Waghen": primo passo verso la meccanizzazioneSi cercÚ un confronto con frutticoltori esperti che giý operavano nel settore. Dalla zona di Ferrara giunsero abili potatori che insegnarono nuove tecniche di intervento sul meleto.
Successivamente, con la collaborazione scientifica di Istituti universitari e di ricerca, fu delineata e consolidata la fisionomia della frutticoltura attuale che si basa sulla coltivazione di varietý di mele a maturazione autunno – invernale.
Anche la meccanizzazione faceva i suoi passi; furono usati i primi trattori e le prime pompe a motore che permettevano un risparmio di manodopera e di fatica.
Il prodotto commercializzato , essendo di ottima qualitý, fu apprezzato e diventÚ ben presto competitivo con le mele provenienti da altre zone (Emilia Romagna e Trentino ).
Nel 1961 le Cooperative ortofrutticole si associarono costituendo il Consorzio Valtellinese delle Cooperative Ortofrutticole; pi˜ tardi si arrivÚ all’adozione di un marchio per la commercializzazione del prodotto. Ora le mele valtellinesi sono conosciute con il marchio MelavÏ .

 

Foto Franco Crapella
Pagina curata dalla V Elem. di Ponte in Valtellina