Il bosco oggi


: casa colonica in località “Ressia”

A quanto già detto sotto il profilo storico, che ha delineato un’antica fase di sfruttamento continuo ed una, più recente, di alterne vicende legate alle opere di rimboschimento e poi al nuovo sfruttamento nell’ultimo periodo bellico, va aggiunto che oggi la foresta Deiva mostra con ogni evidenza i segni della forte antropizzazione subita.
Escludendo le superfici agricole, peraltro limitate, nonché quelle occupate da strade e fabbricati, la foresta si presenta oggi composta al 45% da conifere ed al 55% da latifoglie.
Va chiarito che all’interno di questo grossolano inquadramento esiste una tipologia forestale assai varia: dalle pinete di pino marittimo ai cedui semplici o matricinati, più o meno coniferati
Questo per cercare di definire almeno a grandi linee i più diffusi soprassuoli presenti, che in realtà si caratterizzano per l’estrema variabilità nella composizione e nella struttura, evidenziando un marcato dinamismo evolutivo nel quale le specie autoctone stanno lentemente recuperando spazio e rappresentatività. Tratti di castagneto nel quale trova diffusione la rovere sono spesso associati a lembi di bosco misto con carpini, aceri ed orniello.
Vi è poi la vegetazione riparia lungo i torrenti che lambiscono la foresta, con esemplari anche notevoli di ontano, pioppo e salice.

Pian d'Erro, un tratto del torrente che delimita la foresta

Numerose le specie introdotte dai rimboschimenti: non solo pini, in qualche caso anche abeti, cedri, quercia rossa ed altre specie ancora, quasi a testimonianza di un ostinato tentativo di creare una copertura arborea in un’area difficile da colonizzare sotto tale profilo.
In alcune zone, peraltro limitate, è molto diffusa anche la robinia, che potrebbe ulteriormente espandersi a seguito di interventi colturali non adeguati.
Con un tale assortimento di specie, considerata l’ampia disponibilità di stradelli da recuperare, potrebbero essere realizzati itinerari didattici mirati alla conoscenza delle specie arboree, come in un arboreto.
Si tratta dunque di un’area boscata di notevole pregio, considerata anche l’estensione interamente accorpata ed i numerosi fabbricati presenti al suo interno.
Una parte di essi è attualmente in buono stato di conservazione, mentre altri sono ormai in rovina.
Tale situazione non può certo essere attribuita sbrigativamente ad una mancanza di attenzione, quanto piuttosto alla cronica mancanza delle necessarie risorse finanziare che avrebbero consentito il mantenimento in efficienza delle numerose unità immobiliari che testimoniano ancor oggi la spiccata vocazione agricola di alcune porzioni della proprietà.