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esemplare
di larice secolare, si nota la rarefazione della chioma
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L'attuale assetto della foresta è il risultato della forte azione antropica esercitata nei secoli passati con tagli molto intensi solo in parte compensati dalle successive opere di rimboschimento che hanno avuto, peraltro, una notevole influenza sulla evoluzione dell'intero ecosistema.
A parte i larici plurisecolari sfuggiti al taglio nei primi anni '50, il bosco è da considerarsi complessivamente ancora piuttosto giovane ed in piena evoluzione, a tratti in fase di colonizzazione sulle superfici nude che un tempo erano certamente assai più estese considerato lo sfruttamento del bosco e delle zone a pascolo.
La presenza del faggio è stata senza dubbio ridotta dal ripetersi di tagli determinati dalla continua necessità di materie prime, situazione che si è ulteriormente aggravata durante i due più recenti periodi bellici.
L'intensità delle tagliate di quell'epoca si può ricavare confrontando i valori di massa legnosa stimati in una porzione della foresta (circa la metà) nel 1912 e nel 1972 .
Ebbene, in 60 anni la massa
legnosa era diminuita da 21.000 a 11.000 metri cubi, con particolare decremento
a carico delle latifoglie il cui volume era diminuito addirittura dell'80%.
E' vero che in quel periodo furono avviati vasti rimboschimenti, ma il confronto
tra i due periodi evidenzia comunque un forte depauperamento delle risorse legnose.
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fioritura
di rododendri nel lariceto
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Nel periodo compreso tra il
1923 ed il 1926 veniva più volte segnalata la difficoltà di affermazione delle
giovani piantine da rimboschimento a causa della fitta copertura di rododendri
che ne ostacolavano lo sviluppo.
Fu quindi ridotta la loro presenza con interventi di estirpazione mirati a favorire
l'affermazione del bosco ed il regresso di tale specie arbustiva considerata
invadente e di ostacolo anche all'attività pascolativa.
Attualmente il rododendro non è più così diffuso, ma è comunque ben presente nelle zone a pascolo e nelle radure del bosco. Oggi la foresta presenta aspetti assai diversificati. La massiccia introduzione dell'abete ha creato nuove consociazioni.
Il larice è presente in vario
modo, sia come parte residuale degli antichi pascoli arborati e sia variamente
mescolato, in relazione alle locali condizioni di terreno e di pendenza, al
sorbo, all'acero, al faggio ed altre latifoglie oltrechè, naturalmente, alle
conifere largamente usate nel periodo dei rimboschimenti quali gli abeti ed
anche il pino silvestre.
Il faggio assume una certa prevalenza
solo sul versante settentrionale del M. Gerbonte.
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estirpazione
di rododendri negli anni '20 (archivio CFS)
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