Gli itinerari all'interno della foresta


Oltrepassata la sbarra d'ingresso, si percorre in discesa l'unica strada carrabile esistente nella foresta.
Dopo aver percorso circa 2,7 Km. si arriva alla casermetta "Lokar", quota 1.700, intitolata ad un forestale che perse la vita in quella zona negli anni '50.
E' un edificio restaurato, che in caso di necessità consente un riparo di fortuna nella parte adibita a legnaia, lasciata aperta proprio per tale scopo.
L'ampio terrazzamento a valle della casermetta era un tempo il vivaio nel quale venivano coltivate le piante destinate ai rimboschimenti, mentre l'edificio diroccato era utilizzato come stalla ed alloggio dei pastori quando era ancora praticato il pascolo.

casermetta "Lokar"

All'ingresso del piazzale, sulla destra, vi è una fontanella. Dalla casermetta partono vari itinerari.
Il primo, piuttosto breve, in direzione sud, è un sentiero che si snoda ad una quota pressoché costante e conduce fin sotto il M. Grai attraversando la foresta di larici ed abeti dalla quale si esce ogni tanto per spaziare su panorami unici nella montagna ligure.
Nella stagione delle fioriture, lungo il percorso è facile notare piante di rara bellezza, come l'Aquilegia ed il Giglio rosso di S. Giovanni, entrambi a protezione totale in base alle vigenti norme di tutela.

Dalla casermetta partono vari itinerari.
Il primo, piuttosto breve, in direzione sud, è un sentiero che si snoda ad una quota pressoché costante e conduce fin sotto il M. Grai attraversando la foresta di larici ed abeti dalla quale si esce ogni tanto per spaziare su panorami unici nella montagna ligure
. Nella stagione delle fioriture, lungo il percorso è facile notare piante di rara bellezza, come l'Aquilegia ed il Giglio rosso di S. Giovanni, entrambi a protezione totale in base alle vigenti norme di tutela.

la casermetta negli anni '20 (archivio CFS)

n secondo itinerario inizia a valle della fontanella.
E' un percorso che scende subito in mezzo ad un lariceto di particolare sviluppo, con esemplari di notevole altezza.
Sulla destra si intravede un'ampia radura, un tempo adibita a pascolo.
Il sentiero continua passando circa 200 metri sotto la vetta del M. Gerbonte (m. 1.727) per uscire poi dalla proprietà demaniale in località "Porta del Gerbonte" e dirigersi verso il fondovalle dell'Infernetto.
Si tratta di una strada comunale che un tempo, per l'importanza che aveva nelle comunicazioni nella zona, era definita "strada Nazionale" e conduceva, in direzione opposta, nella valle del Roya (attualmente territorio francese) passando proprio nei pressi della casermetta.
Il tratto a monte di questo antico percorso parte dalla già citata fontanella e arriva sulla strada provinciale a quota 1.940.
Poco più a monte vi è un'altra strada che identifica, in pratica, il confine di Stato.

Altri due itinerari prendono inizio dalla strada carrabile presente in foresta, l'una circa 250 metri prima della casermetta e l'altra in prossimità dei tornanti.
Conducono entrambi in direzione nord, verso le località "Case Boschetti" e "Paravajoun" dalle quali si può scendere , uscendo dalla foresta regionale, verso le frazioni del Pin e Borniga.

aquilegia

 

Si tratta di percorsi molto interessanti perché consentono di osservare, tra l'altro, anche larici plurisecolari che rappresentano davvero un patrimonio unico nel panorama forestale della Liguria. Sono i supersiti dell'ultimo taglio del bosco, risalente a circa mezzo secolo fa.
Fortunatamente la qualità del legno non corrispose alle aspettative e l'operazione fu abbandonata. Così questi stupendi esemplari sono arrivati ai nostri giorni.

Molti larici sono ancora presenti, come si dice, sul "letto di caduta", testimoni di quella sventurata esperienza.
E' necessario fare molta attenzione su questi due percorsi. Non sempre, infatti, i tracciati sono chiaramente visibili sul terreno e spesso s'incontrano biforcazioni che possono portare altrove.
Si consiglia quindi l'uso di cartine in scala adeguata e un buon altimetro

giglio rosso
tronco secolare di larice abbattuto 50 anni fa