Superata la sbarra in legno in località “Lago delle Lame”, si accede (a piedi) all’interno della foresta e subito s’incontrano due strade sterrate che dipartono dal piazzale antistante una piccola costruzione-rifugio.
Quella a destra, che gira dietro il rifugio, è considerata l’arteria principale e attraversa l’intera foresta.
Quella di fronte rappresenta la “strada vecchia”, ha una maggiore pendenza e si riallaccia, dopo alcune centinaia di metri, a quella principale che conduce, in un paio d’ore di cammino, alla “Cappelletta delle Lame” presso la quale termina la proprietà regionale.
In questa località è situata una casa forestale (chiusa) ed un piccolo rifugio affidato in gestione al CAI di Rapallo che fa parte di una rete di posti-tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri e può essere utilizzato contattando la sede dell’associazione medesima.
In realtà il percorso continua ben oltre la sbarra che delimita la foresta, su un tracciato piuttosto dissestato e poco agevole, fino ad innestarsi su un’altra strada che consente poi di raggiungere la località “Prato Mollo” in Comune di Borzonasca.
Oltre al percorso di cui sopra, la zona della “Cappelletta delle Lame” è raggiungibile seguendo un itinerario alternativo denominato “Strada del Governo”, che inizia in prossimità di un ampio tornante a sinistra dopo aver percorso un breve tratto della menzionata arteria principale.
Tale itinerario (una mulattiera), rappresenta l’originario percorso che consentiva di raggiungere l’anzidetta località e costituisce il limite nord-occidentale della foresta stessa. Si tratta di un tracciato molto più breve del precedente, che dimezza il tempo di percorso ma non si addentra nella proprietà regionale. Anche questo itinerario si riallaccia, alcune centinaia di metri prima della “Cappelletta”, alla strada principale.
All’interno del vasto comprensorio boscato esistono numerosi altri itinerari, che si sviluppano in varie direzioni. Ad esempio, dopo circa un’ora di cammino sulla strada principale s’incontra, al termine della recinzione metallica che delimita la riserva naturale Agoraie, un bivio denominato “Quattro Strade” (m.1361), nei pressi del quale vi è un piccolo rifugio in legno e l’ingresso alla riserva stessa, che è visitabile solo con autorizzazione.
Da questo punto, invece di proseguire in direzione “Cappelletta”, si può prendere la strada a sinistra e percorrerla fino a quando diventa un sentiero che porta, attraverso il “Passo di Prè de Lame” , ad un’altra foresta regionale, quella del Monte Penna dopo un cammino di circa un’ora e mezza dal menzionato bivio. Tale percorso, che unisce le due foreste, è ancor oggi denominato “sentiero delle guardie”. A valle del “sentiero”, poco al di là del limite della foresta regionale, si può vedere un faggio del tutto particolare per dimensioni: misura infatti m. 3,40 di circonferenza e circa 25 m. di altezza. E’ chiamato “il re della foresta”.
In alternativa, qualche centinaio di metri prima della fine della strada, si può prendere a destra per un sentiero che sale rapidamente in quota fino al Passo della Bocchetta (m. 1484) e di lì raggiungere il Monte degli Abeti (m. 1.540) camminando lungo il crinale.
Come già accennato, la foresta è attraversata dell’Alta Via dei Monti Liguri (AVML), precisamente nel tratto compreso tra il “Passo delle Gonella” ed il “Passo di Pre de Lame”.
Per maggiori dettagli sul percorso dell’AVML si rimanda a specifiche pubblicazioni sull’argomento.
Naturalmente gli itinerari sopra descritti sono solo una parte di quelli esistenti
all’interno della proprietà regionale, solo in parte segnalati con indicazioni
di percorso. E’ consigliabile quindi una certa cautela se non si ha buona conoscenza
del territorio.
La foresta regionale è ben visibile nella sua perimetrazione esterna, segnalata con vernice bianco-verde su alberi e rocce. Al suo interno è altrettanto visibile una particolare numerazione che corrisponde alle particelle forestali definite nel Piano di Assestamento forestale realizzato dal Corpo Forestale dello Stato.
Il Piano rappresenta un vero e proprio strumento di gestione della foresta, quasi un “Piano regolatore” che individua gli interventi, esclusivamente a carattere colturale, che devono essere effettuati nel bosco nel decennio di validità del Piano stesso.
Tale strumento di gestione considera il bosco sotto il profilo ecologico-strutturale, ponendo in subordine l’aspetto economico. Alla scadenza del periodo di validità, il Piano andrà rivisto; non va dimenticato, infatti, che ogni foresta rappresenta un ecosistema in continua evoluzione e le previsioni relative al suo utilizzo devono essere periodicamente riesaminate per i necessari adeguamenti.
In tema di itinerari, infine, è opportuno ricordare che non si può accedere con autovetture o altri mezzi a motore all’interno della foresta regionale, che è gestita dal Corpo Forestale dello Stato.