La foresta del Monte Penna è caratterizzata da un'ottima viabilità interna, essendo attraversata dalla strada provinciale che sale dal fondovalle fino al Passo del Chiodo e si collega poi alla viabilità del versante emiliano.
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percorso attraverso la faggeta
di alto fusto
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Da questa arteria principale diparte, in prossimità della ex casermetta, la strada sterrata che conduce al Passo dell'Incisa (m. 1.470) dal quale pure si entra nel versante emiliano; si tratta di una strada piuttostodissestata da percorrere con prudenza.
Dal Passo dell'Incisa si accede all'Alta Via dei Monti Liguri (A.V.M.L.); percorrendola in direzione ovest si può raggiungere, attraverso il Passo di Prè de Lame, la foresta regionale delle Lame.
Per maggiori dettagli sul percorso dell'AVML si rimanda a specifiche pubblicazioni sull'argomento. Dal Passo dell'Incisa, inoltre, si può salire in meno di un'ora alla vetta del Monte Penna (m. 1.741), percorrendo un sentiero di crinale che attraversa una faggeta d'alto fusto.
Un itinerario molto semplice è rappresentato dalla strada di Re di Coppe, che parte dalla strada dell'Incisa (circa 500 metri prima del passo) ed attraversa la foresta da est a ovest per circa 4,5 km.
Il tracciato, quasi pianeggiante, si snoda intorno ai 1.400 metri di quota e consente di osservare la variabilità degli aspetti vegetazionali tipici della foresta. Nell'ultimo tratto la strada si restringe fino a diventare un sentiero che conduce al limite occidentale della foresta in località Cerighetto.
Continuando il percorso fuori dalla foresta, anche su questo itinerario si può raggiungere la foresta regionale delle Lame in Comune di Rezzoaglio.
Volendo andare in altra direzione, dalla strada di Re di Coppe si può deviare a sinistra a circa due terzi del percorso per un'altra sterrata che sale in quota fino ai 1.551 metri del Passo della Spingarda che si affaccia sul versante emiliano e dove s'incontra di nuovo l'A.V.M.L.
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viabilita' di servizio nel
periodo invernale
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Oltre il Passo della Spingarda, proseguendo fuori dalla foresta si può raggiungere in breve la zona del Pratomollo ed il relativo albergo-ristorante. La foresta è attraversata da una viabilità minore (sentieristica) molto diffusa edarticolata, non sempre ben visibile sul terreno.
E' consigliabile quindi
una certa cautela nel muoversi al di fuori dei percorsi non segnati o poco
evidenti, se non si ha buona conoscenza del territorio.
In merito alla viabilità principale esistente all'interno della foresta, va
ricordato che il transito con automezzi ed altri mezzi a motore è consentito
solo sulle strade asfaltate e sulla strada a fondo naturale che conduce al
Passo dell'Incisa.
Le altre strade a fondo
naturale costituiscono la viabilità di servizio e sono chiuse al transito.
Possono essere percorse con mezzi non motorizzati, al pari della viabilità
minore.
Nella stagione invernale, con sufficiente innevamento su questi tracciati
è possibile la pratica dello sci- escursionismo.
La foresta regionale è ben visibile nella sua perimetrazione esterna, segnalata
con vernice bianco-verde su alberi e rocce.
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consociazione conifere-latifoglie
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Al suo interno è altrettanto
visibile una particolare numerazione che corrisponde alle particelle forestali
definite nel Piano diAssestamento forestale realizzato dal Corpo Forestale
dello Stato. Il Piano rappresenta un vero e proprio strumento di gestione
della foresta, un vero e proprio "Piano regolatore" che individua gli interventi
da effettuarsi nel decennio di validità del Piano stesso.
Tale strumento di gestione considera il bosco prevalentemente sotto il profilo
ecologico-strutturale, ponendo in subordine l'aspetto economico. Gli interventi
previsti sono quindi a carattere esclusivamente colturale volti cioè alla
coltivazione del bosco e non al suo sfruttamento. Alla scadenza del periodo
di validità, il Piano andrà rivisto; non va dimenticato, infatti, che ogni
foresta rappresenta un ecosistema in continua evoluzione e le previsioni relative
al suo utilizzo devono essere periodicamente riesaminate per i necessari adeguamenti.